Creare un social network giornalistico: le nuove frontiere dell’editoria digitale online (Parte 1)
Aprire un social network giornalistico o aggiungere a un portale giornalistico un social network dedicato ai lettori della testata è una delle frontiere più recenti dell’editoria digitale.
Quasi tutti i siti giornalistici di quotidiani o riviste periodiche (settimanali, bimensili, mensili, ecc.) sono alimentati dai guadagni generati dalla pubblicità, che sul web ha tanto più valore quanto più alto è il numero di visitatori unici e di pagine viste.
Un esempio è quello del settimanale Donna Moderna, che nel sito online ha integrato da tempo una community, a cui si accede previa iscrizione gratuita, con blog, spazio per pubblicare foto, forum, gruppi, chat, messaggistica privata. Le utenti possono confrontarsi, chiedere consigli e dispensarne, stringere amicizia. Non sono inoltre pochi gli uomini che, per comprendere meglio l’universo femminile, postano interventi per capire come sia meglio comportarsi con la compagna in caso di problemi o per farsi aiutare a decifrare il misterioso atteggiamento del partner o della nuova fiamma.
Sono pochissimi i casi in cui ai proventi pubblicitari si sommano i costi di accesso alle informazioni riportate nel sito, come nel caso del New York Times o, in Italia, di Libero. Questa caratteristica spinge gli editori di testate giornalistiche online a creare sempre nuove occasioni d’interesse per attrarre un numero più alto di lettori al sito.
Ovviamente l’arma fondamentale utilizzata per attirare visitatori è l’originalità e l’interesse dei contenuti pubblicati. In questo, i motori di ricerca giocano un ruolo fondamentale, perché una porzione consistente di utenti arriva sul sito proprio attraverso una ricerca effettuata mediante un motore di ricerca (per lo più Google). Più un contenuto è originale e ben costruito rispetto alle parole chiave che possono essere più frequentemente cercate, più è capace di portare utenti sul sito.
Ma ovviamente i motori di ricerca non sono l’unico modo di arrivare sul sito. Un altro modo è la citazione di un articolo: o attraverso un link inserito in un’altra pagina web oppure tramite il ridondamento della pagina web dell’articolo in Facebook o in qualche altro social network. Ultimamente, proprio questo nuovo canale sta diventando fondamentale per assicurare la migliore notorietà a un articolo e aumentare le visite. Un sito giornalistico, oggi, deve immancabilmente consentire la condivisione di ogni articolo in modo rapido e veloce, pena la perdita di una cospicua quantità di visitatori.
Non basta però assicurarsi che i visitatori possano arrivare al sito. Per ottenere il massimo lucro dalla visita di un utente è necessario indurlo a rimanere sul sito più a lungo possibile. In altri termini fare in modo che non si limiti a leggere il pezzo che lo ha attratto al sito, ma che legga anche altre pagine e svolga una navigazione interna al sito quanto più ampia possibile. In questo modo, ogni singolo utente genera un numero più elevato di pagine viste e quindi moltiplica in modo significativo il valore degli spazi pubblicitari presenti.
Un sito che si ritiene interessante si torna a visitarlo in modo diretto. Per esempio inserendolo tra i propri preferiti o semplicemente digitando direttamente l’URL. Larga parte dei lettori del Corriere della sera online visitano il portale quotidianamente, spesso anche più volte al giorno, indipendentemente dall’avere effettuato ricerche sui motori o di essersi imbattuta in qualche citazione di un articolo ritenuto interessante.
Integrare un social network all’interno di un sito giornalistico può contribuire fortemente ad accrescere il numero di pagine viste. Nella seconda parte dell’articolo, “Creare un social network giornalistico: le nuove frontiere dell’editoria digitale online (Parte 2)“, esaminiamo i principali benefici in termini di comunicazione e di marketing.
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DEDO – Social Network Platform nasce dall’attività di ricerca e sviluppo del team della software house DFL che, dal 2007, ha messo a punto una piattaforma software versatile, affidabile e multifunzionale, i cui i migliori esempi di applicazione sono illustrati nel Portfolio.
| This entry was posted by simone on May 13, 2011 at 6:23 pm, and is filed under Blog. Follow any responses to this post through RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site. |
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